PAN DI ZUCCHERO (m 3208) e PIC BRUSALANA (m 3170) 15 luglio 2017
TIPOLOGIA: Trekking
QUOTA PARTENZA: m 2587 (Lago del Pic d'Asti)
QUOTA ARRIVO: m 3208 (Pan di Zucchero) e 3170 (Pic Brusalana)
DISLIVELLO: m 621
DIFFICOLTA': EE
Dopo aver portato in gita prima Paolo e poi Fabio, oltre al mio padrone Cris, finalmente oggi mi tocca fare la guida a tutti e tre.
Partiamo da Alba presto poichè avremo parecchi chilometri da fare. Alle 8 e 30 siamo alla partenza del nostro itinerario, poco sotto il Colle dell'Agnello. Abbiamo deciso così, perchè se fossimo partiti dall'itinerario classico, avremmo poi dovuto spararci qualche centinaio di metri di dislivello su asfalto a fine gita.
Iniziando invece in prossimità del Laghetto d'Asti, è vero che ci siamo fatti circa 400 m di dislivello in più alla partenza, ma perlomeno, ritornando dal nostro giro ad anello, saremmo ritornati direttamente all'auto.
Quindi...partiamo!

Il sentiero inizia a salire fino ad arrivare a congiungersi col suddetto sentiero che parte dal Colle dell'Agnello.
Arrivati sotto la piramide del Pan di Zucchero (Pain de Sucre per i francofoni), seguiamo il sentiero, dapprima ben evidente, quindi più ripido e segnalato da ometti di pietra sempre più radi.
E' facile finire sulle pietraie fuori sentiero.
Dopo nemmeno due ore dalla partenza, siamo in cima
La vista è fantastica: il Monviso appare in tutta la sua bellezza, dietro il Pic d'Asti. Lo sguardo spazia alle Marittime, al gruppo Pelvo-Marchisa-Chersogno, al gruppo Mongioia-Salza..alle Ecrins, fino ai 4000 valdostani. Di fronte a noi il bellissimo gianduiotto della Taillante e il suo Lago (Lac de Foreant).
Dopo un breve cazzeggio in vetta per fare le foto di rito, iniziamo a scendere dalla cresta, in direzione Col Vieux.
Non scendiamo proprio al Col Vieux ma un po' oltre dove sono presenti alcune curiose disposizioni di pietre che ricordano dei Menhirs.
Alla nostra destra c'è la Rocca Rossa, che per il percorso incerto su pietraia, decidiamo di non fare.
Superato un nevaio, arriviamo ad un pianoro erboso, talmente diverso nel paesaggio da sembrare "fuori tema"; e comunque molto ameno. Da qui si intravede La Breche des Ruines.
Prendiamo ora per la Breche des Ruines, un colletto per raggiungere il quale, occorre salire nuovamente un po'.
Al Colle, troviamo due sorprese. La prima è un gigantesco stambecco che sembrava attenderci. Già pregustavo di inseguirlo (e magari procacciare il pranzo agli altri tre con me...) ma a causa della "seconda" sorpresa, non ho potuto attuare il mio progetto criminoso: un cartello che obbligava i cani a essere tenuti al guinzaglio. Niente stambecco arrosto a pranzo.
Con le orecchie abbassate, e al guinzaglio, scendiamo dal colle e, piegando sulla destra, arriviamo ad un nevaio (va beh..non c'è nessuno e Cris mi slega...allora compenso la mia velleità venatoria con il piacere di fare qualche rotolata nella neve...)
Dopo pochi metri di pietraia ci si apre un paesaggio da favola: il lago del Pic d'Asti.
Vuoi non rinfrescrti un po' le zampe arroventate dalla calura di luglio?
Costeggiamo tutto il lago a sinistra, per riprendere la traccia in salita che ci porterà verso il Pic Brusalana, davanti a noi. Alla sinistra abbiamo Rocca Rossa e il Pic d'Asti
Arrivati quasi al colle, denominato Sella d'Asti, deviamo verso sinistra per percorrere la cresta che in venti minuti ci porterà in vetta, il secondo 3000 di oggi.
E come sempre, scandisco i tempi intimando ai miei amici di affrettarsi.
Con facile arrampicata su roccette, non esposte, arriviamo in cima.
E (che ve lo dico a fare...) ..i tre Highlanghers tirano fuori dagli zaini il pranzo domenicale (i soliti cessi) mentre io mi disseto e mangio le mie crocchette.
E' ora di tornare. Ripercorriamo a ritroso la strada , questa volta fino alla Sella d'Asti sopra cui si staglia la mole del Pic d'Asti.
Scendiamo giù lungo una pietraia infame (solo lunga e faticosa ma non difficile)
E finalmente arriviamo al sentiero che in pochi minuti ci porta all'auto.
Bella gita! Bravi a tutti.








































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