BECCO ALTO DI ISCHIATOR (m 2998) 7 Luglio 2017
TIPOLOGIA: Trekking
QUOTA PARTENZA: m 1554 (Ponte del Medico, dopo Bagni di Vinadio)
QUOTA ARRIVO: m 2998
DISLIVELLO: m 1564
DIFFICOLTA': EE/F
Pertiamo sopra Bagni di Vinadio, in località Ponte del Medico, dove le paline indicatrici indicano 5 ore alla cima: sappiamo che ci dobbiamo svegliare perchè nel pomeriggio si prevedono temporali. Ci mettiamo in marcia versoil Rifugio Migliorero. (Per la cronaca, in meno di 4 ore eravamo in vetta)
Con nostra sorpresa, immaginando che quell'ultima fatica ci portasse all croce di vetta, troviamo una sorpresa: ci sono ancora circa 100 m di dislivello. Solo dal pianoro della foto che mi immortala in attesa di quei due si può scorgere la piramide sommitale.
QUOTA PARTENZA: m 1554 (Ponte del Medico, dopo Bagni di Vinadio)
QUOTA ARRIVO: m 2998
DISLIVELLO: m 1564
DIFFICOLTA': EE/F
Pertiamo sopra Bagni di Vinadio, in località Ponte del Medico, dove le paline indicatrici indicano 5 ore alla cima: sappiamo che ci dobbiamo svegliare perchè nel pomeriggio si prevedono temporali. Ci mettiamo in marcia versoil Rifugio Migliorero. (Per la cronaca, in meno di 4 ore eravamo in vetta)
La strada per il Migliorero, seppur molto facile, è veramente bella, tra paesaggi classici di bassa montagne, torrenti e cascate, fino a che, su un'altura, sbuca il Rifugio.
Ci fermiamo per riforcillarci un po', in attesa di iniziare la salita verso la cima.
Il luogo è ameno, ci sono due laghi, in cui mi rinfresco un po' le zampine; nonostante la quota sembra che ci siamo portati il caldo dalla pianura.
Quanta felicità :)
Costeggiati i laghetti sulla destra, prendiamo un sentiero e iniziamo a salire.
C'è un bivio, e prendiamo verso destra, tralasciando la traccia che porterebbe al passo di Lourussa.
Saliamo un altro po' e troviamo un altro bivio. Teniamo sempre la destra, e saliamo in direzione del Passo di Laris.
La sagoma del Becco alto d'Ischiator inizia a delinearsi.
Saliamo, e ci troviamo a guardare dall'alto il Lago mediano di Ischiator, nel pieno disgelo.
Dietro di noi, inconfondibile, si staglia il massiccio dell'Argentera, monte da cui origina il mio nome :)
Ad un certo punto del sentiero inizia un zig zag sempre più ripido che ci porta in pochi minuti al Passo Laris.
Arrivati al Passo, mentre Cris e Paolo si dissetano...sorpresa!! Un altro Border! Inutile di re che iniziamo a giocare come scemi finche non veniamo riportati all'ordine dai nostri padroni. La strada per noi è ancora lunga.
Con la vista sul Monviso iniziamo il tratto più impegnativo.
Pensavamo che la cima fosse poco dopo il passo e invece....
Ci tocca perdere una ventina di metri di dislivello su pietrai e attraversiamo un breve nevaio, di una cinquantina di metri (forse perenne)
Ecco il nevaio attraversato con laggiù il Passo di Laris da cui siamo giunti.
Terminato il nevaio, saliamo su pietraia (stabile) e ci troviamo su un altro nevaio. Si affonda, quindi Cris e Paolo decidono di superarlo arrampicandosi sulle roccette (stabili) con difficoltà di I/II. L'arrampicata non è mai molto esposta, e comunque occorre fare attenzione.
Io invece sulla neve mi trovo ben a mio agio.
Terminato il nevaio si sale, mettendo un po' le mani. Cris è un po' preoccupato per me...e quando chiede "Dov'è Argy?", non s'è accorto che nel frattempo avevo arrampicato tutta la parete e stavo loro intimando di spicciarsi. Sti dilettanti.
Con nostra sorpresa, immaginando che quell'ultima fatica ci portasse all croce di vetta, troviamo una sorpresa: ci sono ancora circa 100 m di dislivello. Solo dal pianoro della foto che mi immortala in attesa di quei due si può scorgere la piramide sommitale.
Il tempo inizia ad incattivirsi, e tra sentiero ripido e ben segnalato, e qualche roccetta su cui mettere le mani, in una ventina di minuti siamo in vista della croce: Vettaaaaaa!
Dalla vetta, vista magnifica
Corborant
Argentera
Tenibres
Cris mi solleva a toccare la punta della croce di vetta
I laghi di Rabuons
La vista verso Rocca Rossa e Tenibres
Laggiù, la valle da cui siamo arrivati
In cerca di nuove vette
Inanto che Cris e Paolo si riforcillano, mi prendo una pausa per bere anche io. Da lontano arrivano nuvole poco promettenti. Decidiamo di scendere. Forza ragazzi, vi guido io.
Con molta attenzione disarrampichiamo dalle roccette antecedenti i nevai prima del Laris, e in mezzoretta siamo al Passo.
Dietro di noi, vento e tuoni. Qualche goccia di pioggia. Al passo, ricordando com'era il sentiero,, ci mettiamo tutti e tre a correre.
In un'ora siamo al rifugio! Meno male perchè negli ultimi 200 metri è venuto giù il mondo e ci siamo presi veramente tanta pioggia intensa.
Attendendo che settesse di piovere, ci fermiamo al Migliorero, ma quando decidiamo di partire ci becchiamo pure la grandine. Ma non basta a fermarci perchè in 45 minuti siamo all'auto e Cris può finalmente darmi il mio meritato patè di pollo.
Gran bella gita!















































Commenti
Posta un commento