CIMA DI PIAN BALLAUR (m 2603) - 16.06.2019
Quota partenza: m 1520 (Pian Marchisio)
Quota vetta: m 2603
D+: 1083
Dopo l'ultima skialpata di due settimane fa, ri-iniziamo a vagabondare senza sci per i monti.
Come destinazione scegliamo l'Alta Valle Ellero, dove siamo già stati nello scorso autunno per compiere la traversata Saline-Mongioie.
Il paesaggio appare completamenge diverso, tardo primaverile, pieno di fiori colorati al posto del pur suggestivo aspetto da brughiera.
Inoltre Cris si deve allenare per la Spartan di Alleghe...
Lasciamo l'auto a Pian Marchisio. E' presto, tanto da riuscire a parcheggiare fino a dove inizia il divieto per i mezzi motorizzati. Al ritorno troveemo un serpentone infinito di auto parcheggiate ai bordi della strada, essendo il Rifugio Havis-De Giorgio estremamente inflazionato.
Quindi, con i colori dell'alba, ci incamminiamo.
In mezzoretta circa giungiamo al Rifugio, per prendere un caffè, e individuare il nostro percorso di salita.
Abbiamo optato per salire su Cima di Pian Ballaur dalla Valle ellero piuttosto che dalla Valle Tanaro, per attraversare una passaggio molto suggestivo e secondo le recensioni un po' impegnativo, il Canalino delle Masche.
Cris infatti è un po' preoccupato per me, perchè ha letto che in un tratto ci sono delle catene per salire, e teme di non riuscire a portarmi (forse non si ricorda con chi ha a che fare...)

Dal rifugio individuiamo il Canalino, e riconosciamo che è sito in quella zona all'ombra.
Effettivamente dal basso sembra ripido....

Ci incamminiamo su pendio, subito dolce, che poi impenna per raggiungere la base del suddetto.
E io mi godo gli ultimi nevai....
Ecco il pundo descritto come impegnativo...beh ne abbiamo superati tanti, in passato, tutto somato questo è abbastanza agevole...
Cris mi aiuta, dove ci sono le catene, a superare un balzo roccioso.

Ecco il passaggio visto dall'alto, appena superato.
Salendo dobbiamo attraversare alcuni nevai che ingombrano il sentiero.
Il paesaggio è veramente bello, l'aria frizzante. Un ultimo canale nevoso ci sbarra la strada per entrare nel Vallone delle Masche. Ma tutto sommato lo superiamo agevolmente, pestando un po' i piedi nella neve dura.
Entriamo, dunque, nella conca delle masche
Ad un certo punto, ci troviamo di fronte la mole calcarea imponente della Cima delle Saline. Il paesaggio ci lascia stupefatti. La maggiore difficoltà consiste nel cercare di seguire alla meglio il sentiero, a tratti coperto ancora dalla neve.

Saliamo, in direzione del Colletto che separe la Cima delle Saline da Cima di Pian Ballaur, che abbiamo di fronte, e superiamo un lungo nevaio.
Cris non ha i ramponi ma se la cava agevolmente nel salire.

Uno sguardo all'indietro
Il nevaio sta quasi per finire...non difficle ma sicuramente faticoso.
Arrivati quasi al colletto, e facendo un po' di fatica a capire dove andare, tanto è vero che abbiamo girato un po' a vuoto in cerca del sentiero, due camosci ci osservano.
Alla fine, aiutandoci con il Gps, e individuando alcuni ometti in pietra, saliamo lungo le dolci pendici della cima di Pian Ballaur


Ovviamente in Vetta ci arrivo prima io :)


Ed io ringrazio Cris per poertarmi sempre con sè...

Beh, pure lui è contento diportarmi sempre con sè...

Dalla cima lo sguardo spazia sul Monviso...

..verso il mare, coperto da un nugolo di nuvole...

...al Vallone delle Masche...
..all'antestante Cima delle Saline...

...al Mongioie..

...al Marguareis...


...e laggiù si staglia maestoso il Massiccio del Rosa...

Passato un po' di tempo in Vetta, scendiamo verso il Colle del Pas, dove arriva il sentiero che proviene dalla Valle Tanaro.
Al Colle si vede il Bivacco Saracco Volante.
Scendiamo giù su agevole sentiero in Direzione del Lago Rataira o Ratavuloira
Arrivati al Lago, prendiamo in direzione Porta Sestrera per lanciare uno sguardo verso la Valle Pesio
Scendendo un po' oltre Porta Sestrera, si nota il Rifugio Garelli
Ma cosa colpisce di più è la Parete Nord del Marguareis, in cui spicca il famoso Canale dei Genovesi
Bene...ora raggiungiamo il Lago Biecai, attraversando una sinfonia di colori
Un altro Border!!!
Raggiungiamo allora il secondo lago, il Biecai, che ha una particolarità: è visibile solo pochi giorni l'anno, allo scioglimento delle nevi, da queste parti spesso abbondanti, perchè poi l'acqua si incanala in un sifone sul fondo e si prosciuga
Dopo una breve sosta di contemplazione andiamo a raggiungere il terzo lago, il Lago delle Moie, con qualche difficoltà: il cartello che indica il sentiero è caduto, e facciamo fatica a reperire la traccia di salita, ed andiamo un po' a vista
Ma alla fine lo raggiungiamo, senza sostare più di tanto, poichè si sta facendo tardi e vorremmo tornare a casa per un'ora un po' decente..
Forse tra tutti e tre i Laghi questo è il più suggestivo
Attraversiamo Porta Biecai, per scendere al Rifugio Havis-De Giorgio
Bene...altra gita completata...e pensiamo alla prossima!




















































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